Il modo migliore per capire se Linux fa per te è provarlo sul tuo computer, con il tuo hardware, senza rinunciare a Windows. La chiavetta live permette di farlo senza installare nulla; il dual boot permette poi di tenere entrambi i sistemi e scegliere all'accensione. È un'operazione alla portata di chiunque segua i passaggi con ordine, ma tocca partizioni e avvio: un paio di precauzioni fanno la differenza tra un pomeriggio tranquillo e un recupero dati.
Preparare la chiavetta
Servono una chiavetta USB, di solito da almeno 8 GB, il cui contenuto verrà cancellato, e l'immagine ISO della distribuzione, scaricata dal sito ufficiale. Il sito pubblica anche le somme di controllo SHA-256: verificarle conferma che il file non è danneggiato né alterato. Su Windows si calcola con PowerShell:
Get-FileHash .\distribuzione.iso -Algorithm SHA256
Per scrivere l'immagine sulla chiavetta si usano programmi come Rufus su Windows, balenaEtcher su tutti i sistemi o Ventoy, che permette di copiare più ISO sulla stessa chiavetta e scegliere quale avviare. Da Linux basta anche dd, prestando la massima attenzione al nome del dispositivo di destinazione.
Avviare in modalità live
Si collega la chiavetta e si accende il computer premendo il tasto del menu di avvio: a seconda del produttore è spesso F12, F11, F10, F8 o Esc. In alternativa, da Windows, Impostazioni > Sistema > Ripristino > Avvio avanzato permette di scegliere un dispositivo USB.
Nella sessione live il sistema gira dalla chiavetta e dalla memoria: nulla viene scritto sul disco. È il momento di verificare ciò che conta:
- Wi-Fi e Bluetooth funzionano?
- Audio, webcam e microfono sono riconosciuti?
- Il touchpad risponde ai gesti, la luminosità si regola?
- Lo stop e il risveglio funzionano?
- Il monitor esterno viene rilevato?
Qualche lentezza è normale, perché una chiavetta è più lenta di un SSD. Se invece un componente non funziona affatto, conviene cercare informazioni su quel modello prima di installare.
Prima di toccare il disco
Tre precauzioni, nell'ordine:
- Backup completo dei dati personali su un disco esterno. Il partizionamento è un'operazione sicura se fatta bene, ma un clic sbagliato può cancellare una partizione.
- Chiave di ripristino di BitLocker. Molti computer con Windows 11 hanno la cifratura del dispositivo attiva. Le modifiche all'avvio possono far chiedere la chiave a Windows all'accensione successiva. Va recuperata prima, dal proprio account Microsoft o da Gestisci BitLocker, e salvata fuori dal computer.
- Avvio rapido disattivato. L'avvio rapido di Windows non spegne del tutto il sistema e lascia la partizione NTFS in uno stato che Linux tratta con cautela. Si disattiva da Opzioni risparmio energia > Specifica cosa avviene premendo il pulsante di alimentazione.
Fare spazio
Lo spazio per Linux si ricava riducendo la partizione di Windows con lo strumento Gestione disco di Windows: clic destro sulla partizione C: e Riduci volume. Farlo da Windows è preferibile, perché Windows conosce meglio il proprio filesystem. Per un uso desktop normale qualche decina di GB è il minimo ragionevole; di più se pensi di tenere i tuoi file su Linux. Lo spazio liberato va lasciato non allocato: ci penserà l'installatore.
L'installazione
Gli installatori delle distribuzioni più diffuse, rilevando Windows, offrono un'opzione come «Installa accanto a Windows», che usa lo spazio libero in automatico. Chi preferisce il controllo manuale crea:
| Partizione | Dimensione indicativa | Note |
|---|---|---|
radice / |
lo spazio scelto | ext4 o Btrfs |
| partizione EFI esistente | già presente | va riutilizzata, montata su /boot/efi, senza formattarla |
| swap | facoltativa | molte distribuzioni usano un file di swap o zram |
Il punto delicato è la partizione EFI: formattarla cancellerebbe il bootloader di Windows. Va solo indicata come punto di montaggio. Al termine, l'installatore registra GRUB nel firmware, e all'avvio compare un menu da cui scegliere Linux o Windows.
Problemi tipici e soluzioni
- Il computer avvia sempre Windows senza mostrare il menu: l'ordine di avvio nel firmware mette ancora Windows per primo. Si cambia nelle impostazioni UEFI, oppure da Linux con
efibootmgr. - Secure Boot blocca l'avvio: le distribuzioni principali sono firmate e funzionano con Secure Boot attivo. Problemi nascono con driver esterni al kernel, come alcuni driver grafici proprietari, che richiedono di registrare una chiave al primo riavvio con una schermata blu chiamata MOK.
- L'orologio di Windows è sbagliato dopo aver usato Linux: Windows considera l'orologio hardware come ora locale, Linux come UTC. La soluzione più semplice è dire a Linux di usare l'ora locale:
timedatectl set-local-rtc 1. - Windows chiede la chiave di BitLocker: è la situazione prevista sopra; si inserisce la chiave salvata e si prosegue.
- Windows non compare nel menu di GRUB: su alcune distribuzioni il rilevamento automatico degli altri sistemi è disattivato. Si attiva con
GRUB_DISABLE_OS_PROBER=falsein/etc/default/grube si rigenera la configurazione.
Nel mio lavoro consiglio comunque un periodo di prova di qualche settimana in dual boot prima di qualsiasi decisione definitiva: la scelta migliore è quella fatta dopo averci lavorato davvero.
In sintesi
- Verifica la ISO con la somma SHA-256 e prova l'hardware in modalità live prima di installare.
- Prima di partizionare: backup, chiave di BitLocker salvata, avvio rapido disattivato.
- Riduci la partizione di Windows da Gestione disco e lascia lo spazio non allocato.
- La partizione EFI esistente si riutilizza senza formattarla.
- Ordine di avvio, orologio e os-prober risolvono i problemi più comuni dopo l'installazione.