Quando Windows comincia a dare errori strani, a bloccarsi all'avvio o a rifiutare gli aggiornamenti, la tentazione è reinstallare tutto o affidarsi a programmi di «pulizia» scaricati da Internet. Nella maggior parte dei casi non serve né l'una né l'altra cosa. Windows contiene già strumenti di diagnosi e riparazione efficaci, che lavorano a livelli diversi. Il segreto è usarli nell'ordine giusto.
Prima di tutto: capire che cosa succede
Riparare alla cieca fa perdere tempo. Due strumenti aiutano a capire il problema:
- Visualizzatore eventi (
eventvwr.msc): nella sezione Registri di Windows > Sistema gli errori sono segnati in rosso, con data, origine e codice. Un errore ripetuto del disco, di un driver o di un servizio indica subito dove guardare. - Monitoraggio affidabilità: si trova cercando «Visualizza cronologia affidabilità» nel menu Start. Mostra un grafico giorno per giorno con arresti anomali delle applicazioni, errori di Windows e aggiornamenti installati. È il modo più rapido per collegare l'inizio di un problema a un aggiornamento o a un programma installato quel giorno.
sfc: i file di sistema
System File Checker confronta i file protetti di Windows con copie di riferimento e sostituisce quelli danneggiati o modificati. Si lancia da un terminale aperto come amministratore:
sfc /scannow
L'operazione richiede da pochi minuti a qualche decina. Al termine il messaggio indica uno di tre esiti: nessuna violazione trovata, file danneggiati trovati e riparati, oppure file danneggiati trovati ma non riparabili. Il dettaglio si trova nel file C:\Windows\Logs\CBS\CBS.log.
DISM: l'immagine di sistema
Se sfc non riesce a riparare, il problema può stare proprio nelle copie di riferimento che usa, cioè nell'archivio dei componenti di Windows. Qui interviene DISM (Deployment Image Servicing and Management):
DISM /Online /Cleanup-Image /CheckHealth
DISM /Online /Cleanup-Image /ScanHealth
DISM /Online /Cleanup-Image /RestoreHealth
Il primo comando fa un controllo veloce, il secondo una scansione approfondita, il terzo ripara scaricando i componenti corretti da Windows Update. Se il computer non ha accesso a Internet, si può indicare come sorgente un'immagine di Windows della stessa versione con l'opzione /Source.
L'ordine consigliato è quindi: DISM /RestoreHealth prima, poi di nuovo sfc /scannow. Nel mio lavoro questa sequenza risolve una buona parte dei problemi di aggiornamenti bloccati e di componenti di sistema che non si avviano.
chkdsk: il filesystem e il disco
Se i sintomi riguardano file che non si aprono, cartelle illeggibili o errori di lettura, il problema può essere nel filesystem. chkdsk controlla e corregge la struttura NTFS:
chkdsk C: /scan
chkdsk C: /f
chkdsk C: /r
/scananalizza il volume online, senza bisogno di riavviare;/fcorregge gli errori; sul disco di sistema viene programmato al riavvio successivo;/rcerca anche i settori danneggiati e tenta di recuperarne i dati; è molto più lento.
Un'avvertenza importante: se si sospetta che il disco stia fisicamente cedendo, perché fa rumori, è diventato lentissimo o i valori SMART segnalano settori riallocati, la prima cosa da fare è copiare i dati, non lanciare chkdsk /r, che sottopone il disco a un lavoro intenso.
Punti di ripristino
Il Ripristino configurazione di sistema salva periodicamente lo stato di file di sistema, registro e driver, di solito prima di installazioni e aggiornamenti. Se un driver o un programma ha creato problemi, tornare al punto precedente è spesso la via più rapida. I documenti personali non vengono toccati.
Su molte installazioni la protezione è disattivata per impostazione predefinita. Conviene verificarla: si cerca «Crea un punto di ripristino», si seleziona il disco di sistema e si sceglie Configura per attivarla e riservare un po' di spazio. Un punto creato a mano prima di un intervento importante costa pochi secondi.
WinRE: quando Windows non parte
Se Windows non si avvia, dopo alcuni tentativi falliti compare in automatico l'Ambiente ripristino Windows (WinRE). Ci si arriva anche da un sistema funzionante tenendo premuto Maiusc mentre si sceglie Riavvia. Le opzioni principali sono:
| Opzione | Uso |
|---|---|
| Ripristino all'avvio | ripara i problemi più comuni del caricamento |
| Disinstalla aggiornamenti | rimuove l'ultimo aggiornamento qualitativo o di funzionalità |
| Ripristino configurazione di sistema | torna a un punto di ripristino |
| Impostazioni di avvio | permette di entrare in modalità provvisoria |
| Prompt dei comandi | consente di usare sfc, DISM e chkdsk offline |
La modalità provvisoria carica solo i driver essenziali: se lì il problema sparisce, il colpevole è quasi certamente un driver o un programma che parte all'avvio.
Ultima risorsa: reimpostare
Se nulla funziona, Reimposta il PC reinstalla Windows con la possibilità di mantenere i file personali, rimuovendo però le applicazioni installate. Prima di farlo, è comunque indispensabile avere una copia aggiornata dei dati e annotare le chiavi di licenza dei programmi.
Una sequenza ragionata
- Visualizzatore eventi e Monitoraggio affidabilità per capire.
DISM /RestoreHealth, poisfc /scannow.chkdskse ci sono segni di problemi del filesystem, dopo aver salvato i dati.- Punto di ripristino o disinstallazione dell'ultimo aggiornamento.
- Reimpostazione solo se tutto il resto fallisce.
In sintesi
- Prima di riparare, Visualizzatore eventi e cronologia affidabilità indicano dove guardare.
- DISM ripara l'archivio dei componenti, sfc i file di sistema: in quest'ordine.
- chkdsk corregge il filesystem, ma con un disco che si guasta si salvano prima i dati.
- I punti di ripristino vanno attivati e creati prima degli interventi importanti.
- WinRE e la modalità provvisoria permettono di intervenire anche quando Windows non parte.