Un'interfaccia può essere graficamente impeccabile e tecnicamente accessibile, ma se i testi non si capiscono l'utente si ferma. Sul web si legge in condizioni difficili: di fretta, su schermi piccoli, interrotti da notifiche, spesso nella propria seconda lingua. Il linguaggio chiaro non è una semplificazione per pochi, è una forma di rispetto per il tempo di tutti.
Scrivere in modo chiaro non significa scrivere in modo infantile. Significa togliere al lettore la fatica che non serve, lasciando intatta la precisione.
Sul web si scorre, non si legge
Chi arriva su una pagina di solito cerca una cosa precisa: un orario, un prezzo, un'istruzione. Lo sguardo salta tra titoli, prime parole dei paragrafi, elenchi e parti in evidenza, finché non trova un indizio di ciò che cerca. Solo a quel punto legge con attenzione.
Ne deriva una regola pratica: l'informazione più importante va all'inizio. All'inizio della pagina, all'inizio di ogni sezione, all'inizio di ogni paragrafo. È il principio della piramide rovesciata usato nel giornalismo: prima la conclusione, poi i dettagli.
Le regole che fanno la differenza
Frasi brevi, una idea per frase
Una frase con tre subordinate costringe il lettore a tenere in memoria troppi pezzi. Spezzarla in due o tre frasi più corte quasi sempre migliora la comprensione senza perdere contenuto.
Parole comuni
Tra due parole con lo stesso significato, conviene quella che il lettore usa nella vita quotidiana. «Usare» invece di «utilizzare», «inviare» invece di «procedere all'inoltro», «prima» invece di «antecedentemente». Il gergo tecnico va bene solo se il pubblico lo conosce davvero; altrimenti va spiegato la prima volta che compare.
Forma attiva e soggetto chiaro
«La richiesta sarà presa in carico» non dice chi farà cosa. «Ti risponderemo entro due giorni lavorativi» sì. La forma attiva rende evidente chi agisce e rende i testi più brevi.
Rivolgersi direttamente al lettore
Nelle interfacce funziona quasi sempre parlare al lettore: «Inserisci il tuo codice fiscale» è più chiaro di «L'utente è tenuto a inserire il codice fiscale». La scelta tra «tu» e «lei» dipende dal tono del prodotto, ma va mantenuta coerente in tutto il servizio.
Evitare le nominalizzazioni
L'italiano burocratico ama trasformare i verbi in sostantivi: «effettuare la verifica», «procedere alla compilazione», «dare comunicazione». Tornare al verbo semplice, «verificare», «compilare», «comunicare», accorcia e chiarisce.
Esempi di riscrittura
| Prima | Dopo |
|---|---|
| Si informa la gentile clientela che in data odierna il servizio potrebbe subire temporanee interruzioni. | Oggi il servizio potrebbe non funzionare per qualche minuto. |
| È necessario procedere all'aggiornamento della password entro i termini previsti. | Cambia la password entro il 30 novembre. |
| In caso di mancata ricezione dell'email di conferma, si consiglia di verificare la cartella della posta indesiderata. | Non hai ricevuto l'email? Controlla nella cartella spam. |
| La funzionalità di esportazione dei dati è disponibile previa autenticazione. | Per esportare i dati, accedi al tuo account. |
In ogni caso il testo riscritto è più breve, ma soprattutto dice subito che cosa succede e che cosa deve fare il lettore.
Struttura che aiuta
Il linguaggio chiaro riguarda anche la forma del testo, non solo le parole:
- titoli informativi: «Come richiedere il rimborso» è meglio di «Informazioni»;
- paragrafi brevi, di poche righe, che sullo schermo non diventano muri di testo;
- elenchi puntati per opzioni e requisiti, elenchi numerati per procedure in sequenza;
- grassetto con parsimonia, solo per ciò che il lettore non deve perdere;
- tabelle quando bisogna confrontare valori, come tariffe o orari.
Come verificare un testo
Alcuni controlli semplici:
- Leggerlo ad alta voce: dove si inciampa o si perde il fiato, la frase è troppo lunga.
- Chiedere a qualcuno estraneo al progetto di spiegare con parole sue che cosa ha capito.
- Controllare che ogni paragrafo abbia una frase iniziale che ne riassume il senso.
- Cercare parole che solo chi lavora nell'organizzazione conosce: sigle interne, nomi di uffici, termini tecnici non spiegati.
Esistono anche indici di leggibilità calcolati automaticamente, come l'indice Gulpease pensato per l'italiano, basati sulla lunghezza di parole e frasi. Sono utili come segnale, ma non misurano se il contenuto ha senso: un testo può avere frasi corte ed essere comunque confuso.
Chi ne beneficia
Un testo chiaro aiuta le persone con dislessia o difficoltà cognitive, chi legge in una lingua che non è la propria, chi ha poca familiarità con il tema, chi legge di fretta dal telefono. Aiuta anche gli esperti, che trovano prima ciò che cercano. Per un'organizzazione si traduce spesso in meno richieste di assistenza, perché le persone capiscono da sole che cosa fare.
In sintesi
- Sul web si scorre: le informazioni importanti vanno all'inizio di pagine, sezioni e paragrafi.
- Frasi brevi, parole comuni e forma attiva rendono il testo più chiaro senza renderlo meno preciso.
- I verbi semplici battono le nominalizzazioni burocratiche.
- Titoli informativi, elenchi e paragrafi brevi aiutano chi cerca un'informazione precisa.
- Leggere ad alta voce e far spiegare il testo a qualcuno sono le verifiche più efficaci.