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Microcopy: scrivere pulsanti, etichette e testi brevi efficaci

Come scrivere il microcopy di un'interfaccia: pulsanti con verbi chiari, etichette dei campi, testi di aiuto, conferme, stati vuoti e vocabolario.

Il microcopy è l'insieme dei testi brevi di un'interfaccia: le parole sui pulsanti, le etichette dei campi, i suggerimenti, i messaggi di conferma, le voci dei menu. Sono poche parole, spesso scritte all'ultimo momento da chi sviluppa, ma decidono se una persona capisce che cosa succederà quando clicca. Un buon microcopy non si nota; uno cattivo genera dubbi, errori e richieste all'assistenza.

Pulsanti: verbi che dicono che cosa succede

Un pulsante è una promessa. Chi lo legge deve sapere che cosa accadrà premendolo. Le etichette generiche come «OK», «Sì», «Invia» o «Conferma» funzionano solo quando il contesto è inequivocabile; negli altri casi è meglio un verbo specifico seguito dall'oggetto.

Generico Specifico
«Invia» «Invia la richiesta di preventivo»
«OK» «Elimina 3 file»
«Continua» «Vai al pagamento»
«Salva» «Salva bozza» / «Pubblica»

La differenza è evidente nelle finestre di conferma. Alla domanda «Vuoi eliminare il progetto?» con i pulsanti «Sì» e «No», l'utente deve rileggere la domanda per capire il significato di ciascuno. Con «Elimina progetto» e «Annulla» la scelta è chiara anche leggendo solo i pulsanti, cosa che le persone fanno spesso.

Un pulsante che avvia un'azione a pagamento dovrebbe dirlo esplicitamente: «Acquista e paga 29 €» è più onesto e rassicurante di un semplice «Procedi».

Etichette dei campi

Le etichette dei moduli devono essere brevi, visibili e precise. Alcune regole pratiche:

  • l'etichetta resta sempre visibile sopra o accanto al campo; il testo segnaposto all'interno del campo scompare quando si inizia a scrivere e non può sostituirla;
  • indicare il formato atteso quando non è ovvio: «Data di nascita (gg/mm/aaaa)»;
  • segnalare i campi facoltativi invece di quelli obbligatori, se la maggior parte è obbligatoria: è più facile individuare le eccezioni;
  • evitare termini interni: «Codice anagrafico cliente» dice poco a chi non lavora nell'azienda; «Numero cliente (lo trovi in alto a destra nella fattura)» aiuta davvero.

Testi di aiuto

Un breve testo sotto un campo può prevenire molti errori, ma va usato con misura. Serve quando:

  • il dato è difficile da trovare: dove leggere il codice di un contatore, il numero di una carta, il codice di una pratica;
  • c'è una conseguenza da conoscere: «Questo nome sarà visibile agli altri membri del gruppo»;
  • il requisito non è intuitivo: «Almeno 12 caratteri; puoi usare anche una frase».

Se ogni campo ha un testo di aiuto, nessuno li legge più. È un segnale che forse il modulo stesso va semplificato.

Conferme e feedback

Dopo un'azione, il microcopy conferma che cosa è successo e, se serve, che cosa accadrà dopo:

  • «Ordine ricevuto. Ti invieremo un'email quando partirà la spedizione.»
  • «Modifiche salvate.»
  • «Invito inviato a 4 persone.»

Le conferme migliori sono specifiche: indicano numeri, nomi, tempi. «Operazione completata» non dice quale operazione, né con quale esito preciso.

Stati vuoti

Uno stato vuoto è ciò che l'utente vede quando non c'è ancora contenuto: un elenco di documenti vuoto, nessun messaggio, nessun risultato di ricerca. È un'occasione per spiegare e guidare. Invece di «Nessun elemento», si può scrivere «Non hai ancora documenti. Caricane uno o trascinalo qui», con il pulsante corrispondente. Per una ricerca senza risultati è utile suggerire alternative: controllare l'ortografia, usare meno filtri, cercare un termine più generale.

Coerenza del vocabolario

Una delle cause più frequenti di confusione è usare parole diverse per la stessa cosa. Se in una schermata si parla di «progetti», in un'altra di «lavori» e in una terza di «pratiche», l'utente si chiederà se siano tre cose distinte. Conviene tenere un piccolo glossario condiviso, con i termini scelti e quelli da evitare, e aggiornarlo quando nasce una nuova funzione.

La coerenza riguarda anche lo stile: dare del tu o del lei, usare o meno le maiuscole iniziali nei pulsanti, scrivere i numeri in cifre o in lettere. Sono scelte piccole, ma la loro somma determina se il prodotto sembra curato o improvvisato.

Come verificare il microcopy

  1. Leggere solo i pulsanti di una schermata: si capisce che cosa fa ciascuno?
  2. Farlo leggere a qualcuno estraneo al progetto, chiedendo di spiegare con parole proprie.
  3. Controllare le richieste all'assistenza: molte nascono da un'etichetta ambigua.
  4. Verificare la lunghezza nelle traduzioni: un testo che in italiano sta su un pulsante può non entrarci in tedesco.

In sintesi

  • I pulsanti usano verbi specifici che dicono che cosa succederà.
  • Le etichette restano visibili e non sono sostituite dal testo segnaposto.
  • Conferme e stati vuoti sono occasioni per informare e guidare.
  • Un glossario condiviso garantisce un vocabolario coerente in tutto il prodotto.
MM
Marco Marzaduri

Marco Marzaduri si occupa di cybersecurity, informatica forense e sviluppo web. Laureato in informatica e in psicologia, unisce l'analisi tecnica alla comprensione del fattore umano.

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