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Sottotitoli e trascrizioni: video e audio accessibili a tutti

Video e podcast accessibili: sottotitoli, trascrizioni e audiodescrizione, regole di qualità, il formato WebVTT ed errori dei sottotitoli automatici.

Video e audio sono ormai una parte enorme dei contenuti digitali: lezioni, tutorial, interviste, podcast, presentazioni di prodotti. Senza alternative testuali, però, restano chiusi a chi non sente, a chi non vede le immagini e a chi semplicemente non può alzare il volume. Molte persone guardano i video sul telefono con l'audio spento, sui mezzi pubblici o in ufficio: i sottotitoli servono anche a loro.

Tre strumenti diversi

È utile distinguere tre forme di alternativa, che rispondono a bisogni diversi.

Strumento A chi serve soprattutto Cosa contiene
Sottotitoli Persone sorde o con ipoacusia, chi guarda senza audio Dialoghi e suoni rilevanti, sincronizzati con il video
Trascrizione Persone sordocieche, chi preferisce leggere, chi cerca un passaggio Tutto il contenuto in forma di testo, non sincronizzato
Audiodescrizione Persone cieche o ipovedenti Descrizione a voce di ciò che si vede e non si capisce dall'audio

Le WCAG trattano questi strumenti nella sezione 1.2 sui media temporizzati. Per i video preregistrati, i sottotitoli sono richiesti al livello A (criterio 1.2.2) e l'audiodescrizione al livello AA (criterio 1.2.5); per i contenuti solo audio, come un podcast, serve un'alternativa testuale come la trascrizione (criterio 1.2.1).

Sottotitoli fatti bene

I sottotitoli per persone sorde non sono una semplice trascrizione delle parole. Devono restituire tutta l'informazione sonora che serve a capire.

Cosa includere

  • i dialoghi, fedeli a ciò che viene detto, con piccole semplificazioni solo se necessarie per la leggibilità;
  • chi parla, quando non è evidente dall'immagine, per esempio con il nome tra parentesi quadre o un trattino a inizio riga;
  • i suoni significativi: [squilla il telefono], [applausi], [musica tesa];
  • il tono, quando cambia il senso: [ironico], [sussurrando].

Come presentarli

  • non più di due righe per volta, di lunghezza ragionevole;
  • tempo sufficiente per leggerli: un sottotitolo che sparisce troppo presto è inutile;
  • sincronizzazione precisa con l'audio;
  • testo con buon contrasto, di solito chiaro su fondo scuro semitrasparente;
  • posizione che non copre informazioni importanti, come nomi in sovrimpressione o grafici.

I sottotitoli automatici

Le piattaforme video e molti strumenti di videoconferenza generano sottotitoli automatici con il riconoscimento vocale. Sono migliorati molto e sono un ottimo punto di partenza, ma pubblicarli senza revisione è rischioso. Gli errori tipici:

  • nomi propri, sigle e termini tecnici sbagliati;
  • punteggiatura assente o casuale, che cambia il senso delle frasi;
  • nessuna indicazione di chi parla né dei suoni;
  • difficoltà con accenti, rumore di fondo e più persone che parlano insieme.

Un errore in un termine chiave, in una lezione o in un video istruttivo, può rendere incomprensibile proprio il passaggio più importante. Il flusso di lavoro più efficiente è generare la bozza in automatico e poi correggerla a mano, riascoltando.

Il formato WebVTT

Sul web, i sottotitoli si aggiungono al video HTML con l'elemento track, e il formato standard è WebVTT, un semplice file di testo:

WEBVTT

00:00:01.000 --> 00:00:04.000
[Giulia] Oggi vediamo come si configura il router.

00:00:04.500 --> 00:00:07.000
[suono di notifica]
Prima di tutto, colleghiamoci all'interfaccia.

Il file si collega al video così:

<video controls src="tutorial.mp4">
  <track kind="captions" src="tutorial.it.vtt" srclang="it" label="Italiano">
</video>

È possibile aggiungere più tracce per lingue diverse. Molti editor video e servizi di trascrizione esportano direttamente in WebVTT o nel formato SRT, che si converte facilmente.

Trascrizioni

Una trascrizione è il testo completo del contenuto, posto sotto il video o collegato in modo ben visibile. Per un podcast è l'alternativa principale. Una buona trascrizione:

  • è divisa in paragrafi, con l'indicazione di chi parla;
  • include le descrizioni dei suoni e, per i video, delle informazioni visive importanti;
  • può avere titoli che aiutano a orientarsi in contenuti lunghi.

Oltre all'accessibilità, la trascrizione rende il contenuto ricercabile e consultabile da chi vuole trovare un passaggio senza riascoltare tutto.

Audiodescrizione

Se in un video compare a schermo un'informazione che non viene detta, come un numero di telefono, un testo in sovrimpressione o un passaggio mostrato ma non spiegato, chi non vede la perde. L'audiodescrizione la recupera con una voce che descrive negli spazi tra i dialoghi.

Spesso la soluzione più semplice è prevenire il problema già in fase di realizzazione: chi parla nel video descrive ciò che sta facendo. «Ora clicco su Impostazioni, in alto a destra» invece di «ora clicco qui». È un'abitudine che migliora anche il video per tutti gli altri.

Lettori video accessibili

Infine, il lettore stesso deve essere usabile: pulsanti di riproduzione, pausa, volume e sottotitoli raggiungibili con la tastiera e annunciati dai lettori di schermo, e nessuna riproduzione automatica con audio.

In sintesi

  • Sottotitoli, trascrizioni e audiodescrizione servono a persone diverse e non si sostituiscono a vicenda.
  • I sottotitoli devono includere chi parla e i suoni significativi, non solo le parole.
  • I sottotitoli automatici sono una buona bozza, ma vanno sempre rivisti prima di pubblicarli.
  • WebVTT e l'elemento track sono il modo standard di aggiungere sottotitoli ai video sul web.
  • Descrivere a voce ciò che si fa nel video riduce il bisogno di audiodescrizione separata.
MM
Marco Marzaduri

Marco Marzaduri si occupa di cybersecurity, informatica forense e sviluppo web. Laureato in informatica e in psicologia, unisce l'analisi tecnica alla comprensione del fattore umano.

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