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BIOS e UEFI: le impostazioni utili e come aggiornare il firmware

Cosa conviene impostare nel firmware del PC: profili XMP ed EXPO, ordine di avvio, Secure Boot, TPM, ventole, aggiornamento sicuro e reset della CMOS.

Il firmware della scheda madre è il primo programma che gira all'accensione: inizializza processore e memoria, riconosce i dischi e passa il controllo al sistema operativo. Per abitudine lo si chiama ancora BIOS, anche se sui PC moderni è un firmware UEFI, con interfaccia grafica e mouse. Molti non lo aprono mai, e non sempre è un male: le impostazioni predefinite sono pensate per funzionare. Ma alcune voci meritano attenzione, soprattutto dopo un assemblaggio o una sostituzione di componenti.

Come entrarci

Di solito si preme un tasto subito dopo l'accensione, prima che compaia il logo del sistema: Canc o F2 sono i più comuni, alcuni produttori usano F10, F12 o Esc. Con l'avvio rapido di Windows può essere difficile cogliere il momento; in quel caso si passa da Impostazioni, Ripristino, Avvio avanzato, poi Risoluzione dei problemi e Impostazioni firmware UEFI.

Quasi tutte le schede offrono una modalità semplificata e una avanzata. Prima di modificare qualsiasi cosa, conviene fotografare con il telefono le schermate principali: è il modo più rapido per sapere com'era tutto in origine.

La memoria: XMP ed EXPO

È l'impostazione che più spesso resta sbagliata. I moduli RAM partono a una velocità standard prudente, inferiore a quella pubblicizzata sulla confezione. Per farli lavorare alla frequenza dichiarata bisogna attivare il profilo memorizzato nei moduli stessi: si chiama XMP sulle piattaforme Intel e EXPO su quelle AMD recenti (alcune schede AMD chiamano la funzione in modo diverso, ad esempio DOCP).

Dopo l'attivazione, verifica che la frequenza indicata sia quella attesa e che il sistema sia stabile. Se compaiono blocchi o riavvii, si può tornare al profilo standard o scegliere un profilo meno spinto. Su alcune piattaforme il primo avvio dopo una modifica della memoria richiede più tempo: il sistema sta «addestrando» i parametri, ed è normale.

Ordine di avvio e menu di boot

La sezione Boot stabilisce da quale disco partire. Dopo l'installazione del sistema, il disco principale deve essere in cima alla lista. Per avviare una volta sola da una chiavetta, ad esempio per un'installazione o una diagnosi, è più comodo il menu di boot, richiamabile con un tasto dedicato all'accensione (spesso F8, F11 o F12): non cambia l'ordine permanente.

Una voce correlata è il Fast Boot del firmware, che salta alcuni controlli per accelerare l'avvio. È comodo, ma può impedire di riconoscere tastiere USB nelle prime fasi: se non riesci più a entrare nel firmware, è spesso il motivo.

Secure Boot e TPM

  • Secure Boot fa in modo che all'avvio vengano eseguiti solo caricatori firmati con chiavi riconosciute. Protegge da software malevolo che si inserisce prima del sistema operativo. Windows 11 lo richiede; molte distribuzioni Linux diffuse lo supportano. Va lasciato attivo, salvo esigenze specifiche.
  • Il TPM è un modulo di sicurezza che conserva chiavi crittografiche, usato ad esempio dalla cifratura del disco. Nei PC moderni è integrato nel processore e si attiva nel firmware, con nomi come fTPM su AMD o PTT su Intel.

Attenzione: se il disco è cifrato con chiavi legate al TPM, alcune modifiche al firmware, compreso un aggiornamento, possono far chiedere la chiave di ripristino al successivo avvio. Assicurati di averla salvata prima di intervenire.

Ventole e temperature

La sezione di monitoraggio mostra temperature e velocità delle ventole. Qui si possono impostare curve di ventilazione: velocità basse a riposo e crescenti con la temperatura. È il modo più efficace per avere un PC silenzioso senza programmi aggiuntivi. Una regola pratica: lasciare un margine generoso, evitando che le ventole si fermino del tutto sotto carico.

Altre voci da conoscere

  • Modalità SATA: AHCI è quella giusta per quasi tutti; cambiarla dopo l'installazione può impedire l'avvio del sistema.
  • Virtualizzazione (VT-x, AMD-V, SVM): da attivare se usi macchine virtuali o alcune funzioni di sicurezza del sistema.
  • Comportamento dopo un'interruzione di corrente: utile su un server domestico, per farlo ripartire da solo quando torna la luce.
  • Password del firmware: impedisce ad altri di modificare le impostazioni o avviare da una chiavetta. Va annotata in un posto sicuro.

Aggiornare il firmware

Gli aggiornamenti correggono errori, migliorano la compatibilità con memorie e processori, chiudono vulnerabilità. Ma un aggiornamento interrotto può rendere la scheda inutilizzabile, quindi:

  1. scarica il file solo dalla pagina di supporto del modello esatto, revisione compresa;
  2. leggi le note: alcuni aggiornamenti richiedono un passaggio intermedio;
  3. usa lo strumento integrato nel firmware, da una chiavetta formattata FAT32, invece di programmi da Windows;
  4. non spegnere e non toccare nulla durante la procedura; su un portatile, tieni collegato l'alimentatore;
  5. dopo l'aggiornamento, le impostazioni possono tornare ai valori predefiniti: ricontrolla XMP, ordine di avvio e ventole.

Alcune schede hanno una funzione di recupero con un pulsante dedicato sul pannello posteriore, che permette di aggiornare anche senza processore installato. Vale la pena sapere se la propria la offre.

Quando qualcosa va storto

Se dopo una modifica il PC non arriva più alla schermata iniziale, si ripristinano i valori predefiniti con un reset della CMOS: un pulsante sul retro, un ponticello sulla scheda indicato nel manuale, o rimuovendo per qualche minuto la batteria a bottone a PC scollegato. Nel mio lavoro, prima di cercare guasti hardware dopo una modifica al firmware, faccio sempre questo passaggio: risolve più casi di quanto si pensi.

In sintesi

  • Attiva XMP o EXPO per far lavorare la RAM alla velocità dichiarata, poi verifica la stabilità.
  • Usa il menu di boot per avvii occasionali, senza cambiare l'ordine permanente.
  • Lascia attivi Secure Boot e TPM, e salva la chiave di ripristino del disco.
  • Aggiorna il firmware solo con il file corretto e senza interruzioni.
  • Il reset della CMOS è il primo rimedio dopo un'impostazione sbagliata.
MM
Marco Marzaduri

Marco Marzaduri si occupa di cybersecurity, informatica forense e sviluppo web. Laureato in informatica e in psicologia, unisce l'analisi tecnica alla comprensione del fattore umano.

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