◉ Mobile e IoT

Bluetooth: versioni, profili e codec audio spiegati

Bluetooth Classic e Low Energy, profili come A2DP e HFP, codec SBC, AAC, aptX, LDAC e LC3: cosa conta davvero per cuffie, auto e dispositivi smart.

Il Bluetooth collega cuffie, orologi, automobili, tastiere, sensori e serrature. Sotto lo stesso nome convivono però tecnologie piuttosto diverse, e le sigle sulle confezioni (versioni, profili, codec) confondono più che aiutare. Vale la pena mettere ordine, perché da queste sigle dipendono qualità audio, autonomia e compatibilità.

Due Bluetooth in uno

Esistono di fatto due famiglie:

  • Bluetooth Classic (chiamato anche BR/EDR): pensato per flussi continui di dati, come l'audio delle cuffie o il vivavoce dell'auto;
  • Bluetooth Low Energy (BLE): progettato per scambi brevi e consumi minimi, come quelli di un sensore di temperatura, un fitness tracker o un tag di localizzazione che funziona per mesi con una pila a bottone.

Gli smartphone supportano entrambe. Molti accessori ne usano una sola: un sensore BLE non parla con un dispositivo che conosce solo il Classic, e viceversa.

Le versioni: che cosa significano

Il numero di versione (4.2, 5.0, 5.3 e così via) indica le funzioni che il chip può supportare: portata, velocità in modalità Low Energy, efficienza, nuove modalità audio. Due avvertenze pratiche:

  1. il collegamento usa le funzioni comuni a entrambi i dispositivi: un auricolare recente con un telefono vecchio lavora alle condizioni del telefono;
  2. una versione alta non garantisce che il produttore abbia implementato tutte le funzioni opzionali previste.

Più delle versioni contano quindi i profili e i codec effettivamente supportati.

I profili: che cosa sa fare un dispositivo

Un profilo definisce un tipo di servizio. I più comuni:

Profilo A cosa serve
A2DP audio stereo di qualità verso cuffie e casse
HFP chiamate in vivavoce, microfono compreso
AVRCP comandi di riproduzione: play, pausa, traccia successiva
HID tastiere, mouse, controller
GATT base dei servizi Bluetooth Low Energy

Un esempio concreto: in una chiamata le cuffie passano da A2DP a HFP, che trasporta anche il microfono ma con una qualità audio più bassa. Per questo la musica, durante una videochiamata, suona improvvisamente peggio. Non è un guasto, è il cambio di profilo.

I codec audio

L'audio Bluetooth è sempre compresso. Il codec decide come:

  • SBC: obbligatorio e universale; qualità variabile a seconda di come è configurato;
  • AAC: molto usato sui dispositivi Apple; su Android la resa dipende dall'implementazione;
  • aptX e varianti: diffusi su molti Android, con versioni a bassa latenza o qualità più alta;
  • LDAC: punta su un flusso di dati elevato; in ambienti affollati di segnali radio può scendere a velocità inferiori;
  • LC3: il codec di LE Audio, più efficiente a parità di qualità.

Il codec viene scelto tra quelli supportati da entrambi i dispositivi. Su Android, nelle opzioni sviluppatore, si può vedere quale codec è in uso in quel momento. Nella pratica, la differenza tra codec si percepisce meno della differenza tra cuffie di qualità diversa o di una buona tenuta nell'orecchio.

LE Audio e Auracast

LE Audio porta l'audio sulla parte Low Energy del Bluetooth, con il codec LC3. Promette consumi più bassi, un supporto migliore per gli apparecchi acustici e la trasmissione verso più dispositivi contemporaneamente. Auracast è la funzione di trasmissione: una sorgente diffonde l'audio a quante cuffie compatibili vogliono ascoltarlo, per esempio in una sala d'attesa o in un museo. La diffusione richiede che telefono, sistema operativo e cuffie la supportino tutti.

Latenza, multipoint e altri dettagli

  • Latenza: il ritardo tra immagine e suono. Nei video i sistemi compensano sincronizzando l'immagine; nei giochi e negli strumenti musicali il ritardo resta percepibile, e servono codec o modalità a bassa latenza.
  • Multipoint: la possibilità di restare collegati a due sorgenti, per esempio computer e telefono, passando automaticamente all'una o all'altra.
  • Portata: dipende dalla potenza del trasmettitore, dagli ostacoli e dal corpo umano, che assorbe le onde a 2,4 GHz. Il telefono in tasca posteriore può bastare a causare interruzioni.

Quando il collegamento dà problemi

Una sequenza di controlli che risolve la maggior parte dei casi:

  1. spegnere e riaccendere il Bluetooth su entrambi i dispositivi;
  2. dimenticare il dispositivo dall'elenco e rifare l'abbinamento da zero;
  3. verificare se le cuffie sono ancora collegate a un altro telefono o computer;
  4. aggiornare il firmware dell'accessorio dall'app del produttore;
  5. allontanarsi da fonti di disturbo sulla stessa banda, come forni a microonde in funzione o reti Wi-Fi molto affollate.

Bluetooth e privacy

I dispositivi Bluetooth trasmettono segnali che altri possono rilevare. Gli smartphone moderni usano indirizzi casuali che cambiano nel tempo per rendere più difficile il tracciamento. È comunque buona abitudine non lasciare accessori in modalità di abbinamento a tempo indeterminato e rimuovere dall'elenco i dispositivi che non si usano più.

In sintesi

  • Esistono due Bluetooth: Classic per l'audio continuo, Low Energy per sensori e consumi minimi.
  • Le versioni indicano funzioni possibili; contano i profili e i codec supportati da entrambi i lati.
  • Durante le chiamate le cuffie passano al profilo HFP e l'audio peggiora: è normale.
  • LE Audio e Auracast portano più efficienza e la trasmissione a più ascoltatori.
  • Per i problemi di collegamento, rifare l'abbinamento da zero risolve la maggior parte dei casi.
MM
Marco Marzaduri

Marco Marzaduri si occupa di cybersecurity, informatica forense e sviluppo web. Laureato in informatica e in psicologia, unisce l'analisi tecnica alla comprensione del fattore umano.

Leggi anche