⌁ Hardware ed elettronica

Dati SMART: come leggere la salute di SSD e hard disk

Cosa sono i dati SMART, quali attributi guardare su hard disk e SSD, come leggerli con smartctl e strumenti grafici e quando cambiare il disco.

Quasi tutti i dischi moderni tengono un diario di bordo su se stessi. Si chiama SMART (Self-Monitoring, Analysis and Reporting Technology) e registra contatori di errori, ore di funzionamento, temperatura, usura. Leggerlo non richiede strumenti costosi e può dare il preavviso necessario per salvare i dati prima che un disco si guasti del tutto.

Che cosa misura SMART

Ogni disco espone una serie di attributi. Su un hard disk SATA ogni attributo ha un identificativo numerico, un valore normalizzato, un valore peggiore registrato, una soglia e un valore grezzo. Sugli SSD NVMe la struttura è diversa e più semplice: un registro di salute con campi fissi, come percentuale di vita usata, dati scritti, errori sui supporti, temperatura.

Il valore normalizzato parte di solito da 100 o 200 e scende col peggiorare della situazione. Quando scende sotto la soglia, il disco segnala un guasto previsto. Il problema è che molti dischi arrivano alla rottura prima che questo accada: per questo vale la pena guardare anche i valori grezzi.

Gli attributi da guardare su un hard disk

ID Nome Cosa indica
5 Reallocated Sectors Count settori difettosi sostituiti con settori di riserva
197 Current Pending Sector Count settori instabili in attesa di essere rimappati
198 Offline Uncorrectable settori che non è stato possibile leggere durante i test
199 UDMA CRC Error Count errori di trasmissione sul cavo, non sulla superficie
9 Power-On Hours ore totali di funzionamento
194 Temperature temperatura attuale

In linea di massima, un disco sano ha valori grezzi a zero per gli attributi 5, 197 e 198. Qualche settore riallocato non significa morte imminente, ma un numero che cresce nel tempo è un segnale chiaro: il disco si sta degradando.

L'attributo 199 merita una nota a parte: se aumenta, il colpevole è quasi sempre il cavo SATA o il connettore. Sostituire il cavo costa poco e spesso risolve.

Cosa guardare su un SSD

Per gli SSD NVMe i campi più utili sono:

  • Percentage Used: stima dell'usura rispetto alla resistenza dichiarata. Può superare il 100% e il disco continuare a funzionare, ma è il momento di pianificare la sostituzione.
  • Available Spare: percentuale di blocchi di riserva ancora disponibili, da confrontare con la soglia indicata.
  • Media and Data Integrity Errors: errori non correggibili; dovrebbe essere zero.
  • Data Units Written: quantità totale di dati scritti, utile per confrontarla con i TBW di garanzia.
  • Critical Warning: un campo che, se diverso da zero, indica un problema serio.

Gli SSD SATA usano attributi simili a quelli degli hard disk, ma nomi e numerazioni variano da produttore a produttore: conviene consultare la documentazione del modello.

Come leggere i dati

Su Linux, macOS e Windows lo strumento di riferimento è smartctl, del pacchetto smartmontools:

smartctl -a /dev/sda        # tutte le informazioni di un disco SATA
smartctl -a /dev/nvme0      # registro di salute di un SSD NVMe
smartctl -t short /dev/sda  # avvia un test breve
smartctl -t long /dev/sda   # avvia un test completo della superficie

Su Windows esistono anche programmi grafici gratuiti che presentano gli stessi dati con un giudizio sintetico. Sono comodi, ma il giudizio va preso come indicazione: meglio guardare direttamente gli attributi critici.

Attenzione ai dischi esterni USB: alcuni adattatori non trasmettono i comandi SMART. In quel caso i dati non sono leggibili o lo sono solo con opzioni specifiche, e un'assenza di dati non significa che il disco stia bene.

I test automatici

Oltre a leggere i contatori, si possono avviare dei test interni:

  • il test breve dura pochi minuti e controlla le funzioni principali;
  • il test esteso legge l'intera superficie e può durare ore su dischi grandi;
  • il test di trasporto, su alcuni modelli, verifica eventuali danni dovuti alla spedizione.

Un test esteso fallito su un hard disk è un segnale serio. Nel mio lavoro, quando ricevo un disco sospetto, la prima cosa che faccio è leggere SMART senza avviare test lunghi: se ci sono settori instabili, la priorità è copiare i dati, perché un test di ore può affaticare ulteriormente un disco già malandato.

Monitorare nel tempo

Il vero valore di SMART emerge dal confronto tra letture successive. Il demone smartd può controllare periodicamente i dischi e inviare un avviso quando un attributo cambia. Su un NAS o un server domestico questa funzione è quasi sempre già disponibile nel pannello di gestione: basta attivarla e configurare la notifica via email.

Quando sostituire il disco

  • Settori riallocati o in sospeso che aumentano tra una lettura e l'altra.
  • Errori non correggibili su un SSD.
  • Usura dell'SSD vicina o oltre il 100%, oppure riserva sotto la soglia.
  • Test esteso fallito.
  • Rumori meccanici nuovi su un hard disk, anche con SMART apparentemente pulito.

In sintesi

  • SMART è il registro interno di salute del disco ed è gratuito da consultare.
  • Su HDD contano soprattutto settori riallocati, in sospeso e non correggibili.
  • Su SSD guarda usura, riserva disponibile ed errori di integrità.
  • Più della singola lettura conta l'andamento nel tempo.
  • Davanti a segnali di degrado, copia subito i dati e poi indaga.
MM
Marco Marzaduri

Marco Marzaduri si occupa di cybersecurity, informatica forense e sviluppo web. Laureato in informatica e in psicologia, unisce l'analisi tecnica alla comprensione del fattore umano.

Leggi anche