Il monitor è il componente con cui si passa più tempo a contatto, eppure spesso lo si sceglie guardando solo i pollici e il prezzo. Un buon monitor rende più piacevole e meno faticoso il lavoro quotidiano, e dura più a lungo di quasi tutti gli altri componenti: conviene ragionarci con calma. Le variabili principali sono cinque: tipo di pannello, risoluzione in rapporto alla dimensione, frequenza di aggiornamento, connessioni ed ergonomia.
I tipi di pannello
| Tipo | Punti di forza | Limiti |
|---|---|---|
| IPS | colori fedeli, buoni angoli di visione | nero meno profondo, leggero alone nelle scene scure |
| VA | contrasto alto, neri profondi | angoli di visione inferiori, possibili scie nelle transizioni scure |
| TN | tempi di risposta rapidi, economico | colori e angoli di visione scarsi |
| OLED | nero perfetto, contrasto altissimo, risposta immediata | prezzo, rischio di ritenzione dell'immagine con elementi fissi |
Per lavoro d'ufficio, programmazione e fotografia, l'IPS resta la scelta più equilibrata. Il VA è interessante per film e giochi in ambienti poco illuminati. L'OLED offre la qualità d'immagine migliore, ma con interfacce statiche, come barre delle applicazioni e finestre fisse tenute per molte ore, va usato con qualche accortezza: i produttori integrano funzioni di protezione che spostano leggermente l'immagine e rinfrescano il pannello. Ignorarle non è una buona idea.
Risoluzione e dimensione vanno insieme
Ciò che determina la nitidezza è la densità di pixel, cioè quanti pixel stanno in un pollice. A parità di risoluzione, uno schermo più grande appare meno definito.
Indicazioni pratiche per la distanza tipica di una scrivania:
- 24 pollici: Full HD (1920×1080) è accettabile, 1440p è più nitido;
- 27 pollici: 1440p (2560×1440) è il punto di equilibrio; 4K offre testi molto definiti, con il ridimensionamento del sistema attivo;
- 32 pollici: 4K (3840×2160) diventa quasi necessario.
Con il 4K su 27 pollici, il sistema operativo ingrandisce interfaccia e testo per renderli leggibili: non si guadagna spazio rispetto al 1440p, si guadagna nitidezza. Bisogna anche considerare che il 4K, nei giochi, richiede una scheda video molto più potente.
Frequenza di aggiornamento
La frequenza, in hertz, indica quante volte al secondo l'immagine viene ridisegnata. I monitor standard lavorano a 60 Hz; quelli da gioco a 144 Hz e oltre. La differenza si nota non solo nei giochi: anche il movimento del mouse e lo scorrimento delle pagine appaiono più fluidi.
Due cose da sapere:
- per sfruttare una frequenza alta, la scheda video deve generare abbastanza fotogrammi, e cavo e porta devono supportarla;
- le tecnologie di frequenza variabile (Adaptive Sync, FreeSync, G-Sync) sincronizzano il monitor con la scheda video ed eliminano lo strappo dell'immagine senza aggiungere ritardo. Sono utili anche su monitor non specificamente da gioco.
Dopo aver collegato un monitor ad alta frequenza, verifica nelle impostazioni dello schermo del sistema che la frequenza sia effettivamente quella massima: capita spesso che resti a 60 Hz.
HDR: attenzione alle sigle
Molti monitor dichiarano il supporto HDR, ma la qualità varia enormemente. Un pannello con luminosità di picco modesta e senza retroilluminazione a zone accetta il segnale HDR, ma il risultato può essere peggiore della modalità normale: colori slavati, immagine opaca. Le certificazioni come VESA DisplayHDR, seguite da un numero che indica la luminosità di picco, aiutano a capire il livello reale. Per un HDR convincente servono retroilluminazione a zone molto fitte oppure un OLED.
Le connessioni
- DisplayPort: lo standard di riferimento per i computer, supporta alte risoluzioni e frequenze, e il collegamento in cascata di più monitor dove previsto.
- HDMI: universale, presente su televisori e console. Le versioni recenti supportano anch'esse 4K ad alta frequenza, ma bisogna controllare quale versione hanno sia la porta del monitor sia quella della scheda video.
- USB-C con DisplayPort: comodissimo con i portatili, perché un solo cavo porta video, dati e spesso anche la ricarica.
Sui PC con scheda video dedicata, il cavo va collegato alla scheda video, non alle uscite della scheda madre: è un errore più frequente di quanto sembri.
Ergonomia
Un monitor ottimo su un supporto scadente è un cattivo acquisto. Cerca la regolazione in altezza, l'inclinazione e possibilmente la rotazione. Il bordo superiore dello schermo dovrebbe trovarsi più o meno all'altezza degli occhi, a una distanza di circa un braccio. Se il supporto non si regola, verifica la presenza dell'attacco VESA sul retro, che permette di montare un braccio da scrivania.
Anche i riflessi contano: una superficie opaca è preferibile in ambienti luminosi; quelle lucide rendono i colori più vivaci ma riflettono finestre e lampade.
Prima di comprare
Nel mio lavoro consiglio di partire dall'uso prevalente e solo dopo guardare il prezzo. Chi passa la giornata su documenti e codice trae più beneficio da un 27 pollici 1440p IPS ben regolabile che da un pannello da gioco ad altissima frequenza.
In sintesi
- IPS per equilibrio, VA per contrasto, OLED per qualità massima con qualche cautela.
- Scegli la risoluzione in base alla dimensione: conta la densità di pixel.
- L'alta frequenza migliora la fluidità anche fuori dai giochi; verifica che sia attiva.
- L'HDR vale solo con luminosità e retroilluminazione adeguate.
- Supporto regolabile o attacco VESA sono indispensabili quanto il pannello.