Saldare è una di quelle abilità che sembrano difficili finché non si capisce il principio: non si «incolla» il filo con lo stagno fuso, si scaldano le due parti metalliche finché lo stagno, toccandole, scorre da solo e le lega. Quasi tutti i giunti brutti nascono dal non rispettare questo principio. Con l'attrezzatura giusta e qualche regola, in poche ore di pratica si ottengono saldature affidabili.
L'attrezzatura essenziale
- Saldatore a temperatura regolabile: è l'acquisto più importante. Quelli a potenza fissa, senza controllo, scaldano troppo o troppo poco e ossidano rapidamente la punta.
- Punte intercambiabili: una a cacciavite o a scalpello di qualche millimetro copre la maggior parte dei lavori; una conica fine serve per i componenti piccoli.
- Lega per saldatura con anima di flussante, in filo sottile (0,5-0,8 mm per l'elettronica).
- Flussante aggiuntivo, in pasta o in penna, per i lavori su componenti a montaggio superficiale e per le riparazioni.
- Spugnetta di ottone o spugna umida per pulire la punta.
- Supporto per il saldatore, terza mano con pinze e lente.
- Pompetta dissaldante e treccia di rame per rimuovere lo stagno.
Lega con piombo o senza piombo
Le leghe tradizionali stagno-piombo fondono a temperatura più bassa e scorrono con facilità: sono più indulgenti per chi impara. Le leghe senza piombo, obbligatorie nella produzione di gran parte dell'elettronica di consumo in Europa, richiedono temperature più alte e bagnano un po' meno facilmente.
| Stagno-piombo (63/37) | Senza piombo (tipo SAC) | |
|---|---|---|
| Fusione | circa 183 °C | intorno ai 217-220 °C |
| Temperatura tipica della punta | 300-340 °C | 340-380 °C |
| Aspetto del giunto | lucido | più opaco |
Con le leghe al piombo vale una regola d'igiene semplice: lavarsi le mani dopo il lavoro e non mangiare al banco. In ogni caso, i fumi che si vedono sono soprattutto flussante bruciato e irritano le vie respiratorie: lavora in un ambiente aerato, meglio con un piccolo aspiratore con filtro.
Preparare la punta
Una punta nuova va stagnata appena raggiunta la temperatura: si scioglie un po' di lega sulla parte attiva finché diventa lucida. Una punta stagnata trasmette il calore; una punta ossidata, grigia e opaca, no. Durante il lavoro si pulisce spesso sull'ottone e, prima di riporre il saldatore, si lascia uno strato di stagno fresco a proteggerla.
La tecnica per un componente a foro passante
- Inserisci il componente e piega leggermente i terminali perché non cada.
- Appoggia la punta in modo che tocchi contemporaneamente la piazzola e il terminale.
- Dopo uno o due secondi, avvicina il filo di stagno al giunto, dalla parte opposta alla punta, non sulla punta.
- Lascia fluire la quantità sufficiente a formare un piccolo cono che avvolge il terminale.
- Togli prima lo stagno, poi la punta, e non muovere il componente finché il giunto non si è solidificato.
- Taglia il terminale in eccesso.
Il tutto richiede pochi secondi. Tenere la punta troppo a lungo surriscalda il componente e può sollevare la piazzola dal circuito stampato.
Riconoscere un giunto buono
Un buon giunto ha forma concava, superficie liscia, e lo stagno si raccorda dolcemente sia alla piazzola sia al terminale. I difetti tipici:
- giunto freddo: aspetto granuloso o a goccia, lo stagno non ha bagnato bene; si riscalda aggiungendo un po' di flussante;
- troppo stagno: una pallina che nasconde il terminale, a rischio di toccare le piste vicine;
- ponte: stagno che unisce due piazzole adiacenti; si rimuove con la treccia;
- piazzola sollevata: segno di troppo calore o di forza meccanica.
Saldare fili tra loro
Per unire due fili si spellano pochi millimetri, si prestagnano separatamente, poi si avvicinano e si riscaldano insieme. Prima di saldare, ricordati di infilare la guaina termorestringente su uno dei due fili: dimenticarla è l'errore che tutti fanno almeno una volta.
Dissaldare
- Pompetta: si scalda il giunto, si appoggia la pompetta carica e si fa scattare. Funziona bene sui fori passanti.
- Treccia: si appoggia sullo stagno e la si preme con la punta; il rame assorbe la lega per capillarità. Aggiungere flussante aiuta molto.
- Per componenti con molti piedini, spesso conviene aggiungere stagno fresco prima di toglierlo: la lega nuova abbassa la temperatura di fusione di quella vecchia e la rende più facile da rimuovere.
Sicurezza al banco
- La punta supera i 300 °C: il saldatore va sempre nel suo supporto, mai appoggiato sul tavolo.
- Occhiali di protezione quando si tagliano terminali o si dissalda: i frammenti e lo stagno possono schizzare.
- Mai saldare su circuiti alimentati.
- Spegni la stazione quando ti alzi: è la regola che evita gli incidenti più banali.
In sintesi
- Si scaldano piazzola e terminale insieme; lo stagno va sul giunto, non sulla punta.
- Un saldatore a temperatura regolabile e una punta ben stagnata fanno metà del lavoro.
- Le leghe senza piombo chiedono più temperatura e un po' più di flussante.
- Un buon giunto è liscio e concavo; quello freddo è granuloso.
- Ventilazione, supporto del saldatore e occhiali sono la sicurezza minima.