Lo schermo è la parte dello smartphone con cui si interagisce di più ed è anche uno dei componenti che consumano più energia. Le schede tecniche sono piene di sigle e numeri: OLED, LTPO, 120 Hz, picchi di luminosità altissimi. Capire cosa c'è dietro aiuta a scegliere bene e a usare lo schermo in modo da farlo durare.
OLED e LCD: due modi di fare luce
LCD
In uno schermo LCD c'è una retroilluminazione sempre accesa dietro uno strato di cristalli liquidi. I cristalli si orientano per lasciar passare più o meno luce, e i filtri colorati formano l'immagine. Il nero non è mai del tutto nero, perché una parte di luce filtra comunque.
OLED
In uno schermo OLED ogni pixel emette luce propria. Un pixel nero è semplicemente spento. Ne derivano:
- contrasto molto elevato e neri profondi;
- consumi più bassi con contenuti scuri, perché i pixel spenti non consumano;
- angoli di visione ampi e tempi di risposta rapidi;
- la possibilità di funzioni come lo schermo sempre acceso a basso consumo.
| Caratteristica | LCD | OLED |
|---|---|---|
| nero | grigio scuro | nero assoluto |
| consumo con tema scuro | invariato | ridotto |
| rischio di burn-in | praticamente nullo | presente nel lungo periodo |
| costo | più basso | più alto |
| diffusione attuale | fasce economiche | quasi tutta la fascia media e alta |
Refresh rate: 60, 90, 120 Hz
Il refresh rate indica quante volte al secondo lo schermo aggiorna l'immagine. A 60 Hz l'immagine cambia 60 volte al secondo, a 120 Hz il doppio. La differenza si nota soprattutto nello scorrimento di pagine e liste, che appare più fluido, e nei giochi che supportano frequenze alte.
Il prezzo è il consumo: aggiornare l'immagine più spesso richiede più energia. Per questo molti telefoni usano il refresh adattivo: la frequenza sale durante lo scorrimento e scende molto quando l'immagine è ferma, per esempio mentre si legge un testo. La tecnologia LTPO, usata in molti schermi OLED recenti, permette di scendere a frequenze molto basse, fino a valori che rendono possibile lo schermo sempre acceso con consumi minimi.
Se l'autonomia è un problema, impostare il refresh a 60 Hz è uno dei modi più efficaci per guadagnare batteria, con una perdita di fluidità che molte persone si abituano presto a non notare.
Burn-in: cos'è e come evitarlo
I pixel OLED invecchiano con l'uso: più a lungo e più intensamente emettono luce, più perdono efficienza. Se un'immagine fissa resta sullo schermo per moltissime ore, quei pixel si consumano più degli altri e lasciano un'ombra permanente. È il burn-in, che di solito riguarda barre di stato, tastiere o pulsanti di navigazione.
Gli schermi moderni hanno contromisure, come lo spostamento impercettibile dei pixel fissi, ma qualche abitudine aiuta:
- evitare la luminosità massima per ore con contenuti fissi, come un navigatore in auto;
- usare la navigazione a gesti invece dei pulsanti fissi, se piace;
- impostare uno spegnimento automatico dello schermo ragionevole;
- non lasciare l'app della fotocamera o una mappa a schermo pieno per ore senza necessità.
Va distinta dal burn-in la ritenzione temporanea: un'immagine che resta visibile per qualche minuto e poi scompare non è un danno permanente.
PWM e sensibilità agli sfarfallii
Molti schermi OLED regolano la luminosità con il PWM, accendendo e spegnendo rapidamente i pixel: più tempo restano spenti, più l'immagine appare scura. A luminosità bassa questo sfarfallio è più lento e alcune persone lo percepiscono come affaticamento visivo o fastidio.
Chi è sensibile può:
- cercare modelli con PWM ad alta frequenza o con regolazione della luminosità in corrente continua a bassi livelli;
- attivare, se presente, l'opzione «anti-sfarfallio» nelle impostazioni dello schermo;
- evitare la luminosità minima in ambienti bui, preferendo un filtro che riduce la luminosità percepita.
Luminosità e leggibilità all'aperto
I valori di picco dichiarati si riferiscono di solito a piccole porzioni dello schermo e a contenuti HDR. Per l'uso quotidiano conta la luminosità a schermo pieno in automatico sotto il sole. Anche il trattamento antiriflesso del vetro fa una grande differenza nella leggibilità all'aperto, spesso più dei numeri in scheda tecnica.
Proteggere lo schermo
Una pellicola in vetro temperato protegge da graffi e piccole cadute, sacrificandosi al posto dello schermo. Le pellicole di bassa qualità possono però interferire con il sensore di impronte sotto lo schermo o ridurre la sensibilità al tocco: conviene sceglierne una compatibile con il proprio modello.
In sintesi
- L'OLED offre neri assoluti e consumi ridotti con temi scuri; l'LCD resta più economico e senza burn-in.
- Il refresh a 120 Hz rende lo scorrimento più fluido ma consuma di più; il refresh adattivo bilancia i due aspetti.
- Il burn-in deriva da immagini fisse per molte ore ad alta luminosità ed è in gran parte evitabile.
- Chi soffre lo sfarfallio dovrebbe controllare il tipo di PWM e le opzioni anti-sfarfallio.
- La leggibilità al sole dipende da luminosità reale e trattamento antiriflesso, non solo dai picchi dichiarati.