Appoggiare il telefono su una base e trovarlo carico è comodo, soprattutto sul comodino o sulla scrivania. La ricarica wireless però ha un funzionamento preciso, dei limiti di efficienza e un rapporto delicato con il calore. Conoscerli permette di sfruttarla senza accorciare la vita della batteria.
Il principio: induzione elettromagnetica
Nella base di ricarica c'è una bobina percorsa da corrente alternata, che genera un campo magnetico variabile. Nel telefono c'è una seconda bobina: il campo induce in essa una corrente, che viene raddrizzata e usata per caricare la batteria. È lo stesso principio di un trasformatore, solo con le due metà separate da qualche millimetro di plastica e vetro.
Lo standard più diffuso è Qi, definito dal Wireless Power Consortium. Un telefono e una base certificati Qi, anche di marchi diversi, possono comunicare tra loro: il telefono indica quanta potenza desidera, la base si adegua e interrompe l'erogazione se rileva oggetti estranei.
Il problema dell'allineamento
Il trasferimento di energia funziona bene solo se le due bobine sono ben allineate. Se il telefono è appoggiato qualche centimetro fuori centro:
- l'efficienza cala;
- la base deve lavorare di più e si scalda;
- in certi casi la ricarica si interrompe e riparte di continuo.
Chiunque abbia trovato il telefono scarico al mattino perché era scivolato di lato conosce il problema. Alcune basi usano più bobine sovrapposte per allargare la zona utile, ma il punto resta: l'allineamento conta.
Qi2: l'allineamento magnetico
Qi2 aggiunge allo standard un profilo magnetico basato sul sistema MagSafe introdotto da Apple, che l'ha messo a disposizione del consorzio. Un anello di magneti attorno alla bobina centra automaticamente il telefono sulla base. I vantaggi pratici sono diretti:
- allineamento sempre corretto, quindi meno perdite e meno calore;
- possibilità di usare il caricatore anche come supporto, in verticale o in auto;
- compatibilità tra marchi diversi anche per gli accessori magnetici.
Un telefono senza magneti integrati può usare l'aggancio magnetico tramite custodie con anello magnetico, ma la piena certificazione Qi2 dipende dal dispositivo.
Efficienza: quanta energia si perde
La ricarica wireless è meno efficiente di quella via cavo: una parte dell'energia si disperde come calore nelle bobine e nell'elettronica di conversione. Quanto, dipende da allineamento, distanza, qualità della base e temperatura. Per l'utente le conseguenze sono due:
| Aspetto | Via cavo | Wireless |
|---|---|---|
| velocità a parità di potenza dichiarata | maggiore | minore |
| calore prodotto | contenuto | più elevato |
| comodità | collegare il cavo | appoggiare il telefono |
| uso durante la ricarica | facile | scomodo, salvo supporti |
Il costo dell'energia persa per un singolo telefono è modesto. Il vero prezzo da tenere d'occhio è il calore.
Calore e batteria
Il calore è il nemico principale delle batterie agli ioni di litio. La ricarica wireless ne produce di più, e lo produce proprio a contatto con il telefono. I sistemi moderni riducono la potenza quando la temperatura sale, ma alcune abitudini aiutano molto.
- Custodie spesse o con parti metalliche: aumentano la distanza tra le bobine e trattengono calore. Le custodie compatibili con la ricarica wireless sono sottili o hanno magneti allineati.
- Oggetti tra telefono e base: carte, chiavi o monete possono scaldarsi pericolosamente. Le basi certificate rilevano gli oggetti estranei, ma è meglio non affidarsi a questo.
- Ricarica notturna: una base a potenza moderata scalda meno e ha tutta la notte a disposizione. Attivare la ricarica ottimizzata, che si ferma intorno all'80% fino a poco prima del risveglio, è particolarmente utile.
- Posizione della base: lontana da termosifoni, sole diretto e superfici morbide.
Scegliere una base
Qualche criterio pratico:
- certificazione Qi o Qi2, verificabile sulla confezione e nel database del consorzio;
- alimentatore adeguato: molte basi rendono la potenza dichiarata solo con un alimentatore USB-C di una certa potenza, spesso venduto a parte;
- ventilazione: alcune basi più potenti hanno una piccola ventola, utile per il calore ma da valutare per il rumore in camera;
- forma: in verticale si usa il telefono mentre carica, in piano è più stabile sul comodino.
In sintesi
- La ricarica wireless Qi si basa sull'induzione tra due bobine, una nella base e una nel telefono.
- L'allineamento delle bobine determina efficienza e calore; Qi2 lo risolve con i magneti.
- Il wireless è meno efficiente del cavo e produce più calore a contatto con il telefono.
- Custodie sottili, niente oggetti in mezzo e ricarica ottimizzata proteggono la batteria.
- Una base certificata con un alimentatore adeguato rende davvero la potenza dichiarata.